Finanziarie

Rosso e Nero: Emergenti per tutti e per nessuno
Non è passato molto tempo da quando ho pubblicato l’articolo “Diversifica et Impera – La forza tranquilla del Fondo Comune” ma credo sia importante riprendere alcuni principi fondamentali nella costruzione dei portafogli per una diversificazione efficiente.
Dopo gli storni primaverili legati alla Grecia, piuttosto che agli storni estivi più violenti legati al rallentamento economico della Cina e a quelli legati agli scandali della Wolksvagen, il mercato oggi presenta delle asset class ritenute interessanti ma difficili da gestire direttamente.
Nell’articolo allegato, Alessandro Fugnoli, strategista di Kairos, ci accompagna in un mondo di opportunità ma molto disomogeneo e molto difficile da approcciare se non assumendo rischi eccessivi.
Sinceramente ritengo che sia fondamentale evitare tutti i rischi che si possono delegare a chi ha le competenze per poterlo fare così da poter vedere con cuore sereno le opportunità.
Se vuoi approfondire leggi l’articolo apparso su Citywire.it il 06 novembre 2015: Rosso e Nero Emergenti per tutti e per nessuno
13 novembre 2015
Negli investimenti nulla si inventa, tutto si pianifica

“Nulla si distrugge, tutto si trasforma” – recita l’assioma originale

 Carissimi,   I problemi di Volkswagen auto di questi giorni, la Cina ad agosto, le difficoltà per gli azionisti di Banca Popolare di Vicenza e, andando ancora più indietro, il fallimento della Banca americana Lehman Brother o il default di Parmalat o dell’Argentina, passando per lo scoppio della bolla sui titoli internet del 2000…sono solo alcune delle storie che hanno punteggiato i mercati finanziari nei quasi venti anni di attività che svolgo per conto dei miei clienti.

Se vuoi approfondire leggi l’allegato: Negli investimenti nulla si inventa, tutto si pianifica

25 settembre 2015

Diversifica et Impera – La forza tranquilla del Fondo Comune

C’è uno strumento finanziario che dà, in termini di sicurezza, una serie indubbia di vantaggi e punti di forza rispetto ad altri strumenti. Si tratta di uno strumento, lo ammetto, tra i miei preferiti, permette una gestione “attiva”, per cui riesco anche a mettere a frutto il mio valore aggiunto.

Di seguito i 5 motivi per cui, a mio modesto parere, è uno tra gli strumenti di investimento più sicuri che un risparmiatore possa sottoscrivere:

1) Diversificazione & Decorrelazione;

2) Gestione Professionale;

3) Capacità di Acquisto;

4) La sicurezza della Separazione Patrimoniale;

5) Non può esserci speculazione.

Se vuoi approfondire leggi l’articolo apparso su Citywire.it il 28 luglio 2015: Diversifica et Impera – La forza tranquilla del Fondo Comune

30 luglio 2015

L’investimento nella conoscenza è quello che paga il più alto tasso d’interesse.

Si è sempre pensato che lasciare in eredità un immobile rappresentasse una garanzia. I dati sembrano affermare il contrario.

Se vuoi approfondire leggi l’articolo apparso su Financial Advisor giugno 2015 Il family planning della generazione digitale

16 luglio 2015

Le obbligazioni oggi: che rischi corriamo?

Il mercato obbligazionario non è più quello di una volta. Quest’area un tempo (relativamente) tranquilla è oggi caraterizzata da improvvisi crolli e turbolenze.

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30 giugno 2015

Obbligazioni bancarie sono davvero sicure?

Gli investitori si illudono spesso di conoscere meglio ciò che è più vicino a loro, nella scelta prediligono frequentemente le azioni e le obbligazioni di banche del loro territorio; oggi purtroppo la globalizzazione e le conseguenze della crisi economica mondiale partita nel 2008, condizionano pesantemente anche la solidità di questi istituti. Cosa fare?

Se vuoi approfondire leggi l’articolo apparso su Citywire.it il 09 giugno 2015: Sono più sicure le obbligazioni bancarie Il caso Banca Marche

12 giugno 2015

Mal di budget, sportelli in trincea

Sempre più di attualità il legame tra campagne commerciali delle banche e collocamento di prodotti di casa e servizi finanziari e di investimento gli istituti finanziari riconoscono premi e altri benefit ai dipendenti…

Se vuoi approfondire leggi l’articolo apparso su Il Sole 24 Ore del 09 maggio 2015 che allego: Mal di budget, sportellisti in trincea- Il sole 24 ore 09 maggio 2015

15 maggio 2015

 

Quando si dice lungo periodo!

…“C’è così tanta gente che guarda i canali finanziari nei bar e nei locali dei barbieri” diceva Kahn “una mole di informazioni superflue, come elettricità statica nell’aria“ ed infatti raccomandava all’investitore privato di “lasciar perdere le opinioni prevalenti che si ascoltano alla televisione o su internet perché non sono di aiuto” e dotarsi piuttosto di un orizzonte temporale minimo di tre anni per valutare la profittabilità di un investimento…

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09 marzo 2015

Strategie di investimento di entrata graduale nei mercati

La mia esperienza in materia di investimenti finanziari mi porta a dire che non esistono “MAGHI” in grado di prevedere il futuro e soprattutto non esistono strategie di investimento o prodotti che vanno bene in ogni situazione di mercato.

Posto questo ritengo che, l’unico modo per ottimizzare nel tempo il buono che hanno i differenti mercati, sia un’ adeguata diversificazione e decorrelazione degli strumenti utilizzati. L’articolo in allegato propone inoltre alcune soluzioni per l’ingresso su mercati ad alta volatilità (come l’azionario), per i quali sappiamo il rischio maggiore sia entrare un attimo prima che il mercato crolli.

Se vuoi approfondire leggi l’articolo apparso sulla rivista Investimenti Finanziari n. 4/2014 che allego: Strategie di investimento di entrata graduale nei mercati

13 febbraio 2015

L’ora della responsabilità per l’Europa.

Come Giulio Cesare, quando ha passato il Rubicone, così anche la BCE con l’annuncio di acquisto titoli per 60 miliardi di euro al mese, ha passato un punto di non ritorno per quanto riguarda l’impostazione delle sue manovre di politica monetaria,( Quantitative Easing : creazione di moneta da parte di una banca centrale e la sua iniezione, con operazioni di mercato aperto, nel sistema finanziario ed economico) un insieme di cause ha spinto la banca centrale ad adottare finalmente una strategia più aggressiva:

- difficoltà nel raggiungere il target di ampliamento del bilancio di 1000 miliardi di euro

- la crescita stentata nell’eurozona

- il continuo slittamento dell’inflazione di riferimento verso una vera e propria deflazione.

complessivamente ha reagito alla situazione economica attuale, varando una manovra senza precedenti, promuovere l’acquisto di obbligazioni governative, infatti, lancia un messaggio ben chiaro:

– i tassi di interesse rimarranno bassi l’acquisto di attività sarà un supporto importante per i mercati dei capitali e permetterà alla banca centrale di accelerare il suo programma di acquisti (da Marzo 2015 in avanti la BCE intende acquistare 60 miliardi di obbligazioni pubbliche e private almeno fino a Settembre 2016)

Gli effetti della manovra sono difficili da valutare nel complesso, di certo non ci sono state reazioni di mercato estreme nell’immediato, il che implica che forse si è trovato il modo giusto di gestire elevate aspettative sui mercati, l’impatto invece del Quantitative Easing sul comportamento dei governi corre il rischio concreto, con i suoi effetti distensivi sulle dinamiche del debito pubblico, di stimolare i governi dei paesi più in difficoltà a rallentare il processo di riforme con la scusa che la situazione è ora più rilassata.

Per quanto concerne, infine, l’economia reale, gli effetti saranno piuttosto limitati e comunque più ridotti rispetto a quelli di QE negli USA. L’impatto più positivo, tuttavia, sarà questo: l’allentamento quantitativo garantirà un euro debole ancora a lungo, dando una spinta decisiva alle esportazioni che, da sole, rappresentano circa il 44% del PIL europeo.

Passando ad analizzare la vittoria di Tsipras molto netta, ma anche ampiamente attesa, sposto la focalizzazione su due punti in particolare :

- i termini in cui verrà rinegoziata l’appartenenza della Grecia all’euro

- le modalità secondo le quali verrà ristrutturato il debito per risollevare la nazione dalla spirale di contrazione in cui è precipitata.

Anche se tale situazione presenta una potenziale minaccia per la moneta unica, essa è di fatto più lieve di quanto si possa pensare, fondamentale ricordare che i punti principali dell’agenda di governo sono comunque molto lontani dalle posizioni delle frange più estreme del partito e sono focalizzati su problemi idiosincratici della Grecia, uno su tutti quello del credito, che ha visto negli ultimi anni dinamiche ascendenti per gli spread, opposte a quelle di riduzione registrate negli altri paesi “in difficoltà” della zona euro.

Ne sapremo di più nei prossimi mesi.

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02 febbraio 2015