Finanziarie

L'Italia all'ultimo posto per serenità finanziaria

Perchè gli italiani con quattromila miliardi di euro di depositi e seimila miliardi di euro in immobili, è infelice finanziariamente e percepisce il futuro come incerto?
Condivido il fatto che “uno dei motivi di questo malessere finanziario deriva dal fatto che gli italiani programmano poco il loro futuro e non investono i loro risparmi”.
Buona lettura.
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Italia all'ultimo posto per serenità finanziaria
15 aprile 2019
 
 

Con i diamanti ottenuti margini fino al 18 per cento
Qualche volta mi accorgo che tra le persone non si conosce bene che cosa fa il “Consulente Patrimoniale”; se vado dal medico so in cosa consiste il suo lavoro ( i medici esistono da almeno 3000 anni), se vado dall’architetto so in cosa consiste il suo lavoro (gli architetti esistono da almeno 8000 anni vedi le piramidi egiziane), se vado dal notaio so in cosa consiste il suo lavoro (i notai esistono da almeno 1000 anni). Se vado dal Consulente Patrimoniale … di cosa si occupa? E’ normale sia così, pensiamo che l’albo dei Consulenti Finanziari è stato istituito meno di 40 anni fa! In più ogni consulente sceglie il tipo di servizio che vuole portare ai clienti che segue e questo disorienta ancora di più le persone.
Il mio lavoro parte con il capire in quale fase delle vita si trova la persona e la sua famiglia; che tipo di priorità ci sono oggiAggiungi un appuntamento per oggi (protezione da aggressioni al suo patrimonio, riserva per imprevisti…) e quali sono i progetti che vorrebbe realizzare per il futuro (casa al mare, università prestigiosa per il figlio, rendita integrativa a partire da una certa età, pianificazione successoria…). Solo dopo andiamo ad analizzare cosa sta già facendo e dove è necessario intervenire; i prodotti o le soluzioni pratiche da implementare sono l’ultima cosa che andiamo a considerare. L’unico faro che mi guida è il benessere patrimoniale della persona e della sua famiglia senza conflitti di interesse, questo pretendono i clienti che seguo.
Con i diamanti ottenuti fino al 18 per cento
19 marzo 2019

Investimenti sostenibili: conviene

Un tema che sappiamo esistere è quello della sostenibilità del nostro pianeta (lo stiamo danneggiando e sappiamo che dobbiamo fare qualcosa); quello che forse non sappiamo e che le aziende attente alla “sostenibilità” ambientale spesso crescono più velocemente della altre.
Forse questo può valere anche per i nostri comportamenti green!!!
Buona lettura.
Investimenti Sostenibili 06_02_2019
Investimenti Sostenibili 06_02_2019
 
07 febbraio 2019

Che tasso mi dai?

Il 2018 è stato particolarmente difficile (contro ogni previsione iniziale).
Per il 2019 non voglio fare previsioni (non ne ho mai fatte in realtà) ma mi piace ribadire che il rendimento non è il frutto dei mercati, ma dei nostri comportamenti; sono questi che aggiungono o tolgono rendimento alle nostre scelte d’investimento.
Buona lettura.
Che-tasso-mi-dai2
07 gennaio 2019

Indipendenza vera o presunta

Quando parliamo di consulenza alle persone, tutte le banche e le reti dei consulenti si mettono in prima fila; magari fosse vero.
A tal fine vi suggerisco di leggere l’interessante articolo apparso su Plus del Sole 24 Ore lo scorso novembre, dal quale appare chiaro come i condizionamenti in termini di budget di prodotti da collocare alla clientela siano ben presenti e siano in grado di minare profondamente il ruolo di indipendenza e di tutela del cliente che a mio parere dovrebbe avere il consulente.
Sono convinto che l’indipendenza vera dipenda sia da come il consulente interpreta il suo ruolo verso il cliente che segue, sia dalla banca che sceglie; se quest’ultima infatti vende anche prodotti “fabbricati in casa” è più facile ci siano conflitti d’interesse. (vedi collocamento prodotti terzi).
A buon intenditor…
La mail intercettata e l'aragostone dei private bank -Plus24
Raccolata-Reti_06_2018
 
04 dicembre 2018

Investitori raggirati: ieri e oggi nulla di nuovo sotto il sole

I fatti di cronaca di questi giorni, riferiti alla Venice Investment di Fabio Gaiatto, raccontano un nuovo caso di “risparmio tradito”; non voglio commentare il caso specifico, è simile a molte altre truffe avvenute negli ultimi anni, anche nelle nostre zone! Quello che mi affascina sono le persone che, nonostante i precedenti, continuano a cascarci. Ho cercato di immaginare i meccanismi mentali che scattano e che portano certe persone a tralasciare ogni buon senso in queste circostanze, e secondo me la risposta è una: l’illusione di essere più furbi, di aver scoperto il “mago” che, proprio perché opera al di là dei circuiti ufficiali e autorizzati, ci farà ricchi.
Avendo bisogno di un medico ci affideremmo mai a qualcuno privo di laurea e relativa specializzazione? Chiediamoci sempre chi abbiamo di fronte prima di scegliere le scorciatoie e impariamo a ragionare con elementi oggettivi rispettosi delle regole e non con la pancia.
Per chi vuole approfondire allego articolo de “Il Gazzettino” del 12 Settembre 2018.
 
Guadagni facili e fiducia nel broker
 
20 settembre 2018

Paesi emergenti: uno sguardo al futuro.

Spesso mi chiedono dove comperare oggi per creare valore domani; come sapete non ho la sfera di cristallo, e dunque la prima cosa da verificare è l’orizzonte temporale a disposizione per far fruttare il patrimonio (definito in funzione di un certo obiettivo di vita che si vuole realizzare); se il tempo a disposizione è almeno 5-7 anni una “pianticella” che potremmo iniziare ad innestare per diversificare il portafoglio sono le azioni dei paesi emergenti che oggi quotano mediamente -20% da gennaio di quest’anno.
Allego un interessante video della Casa di Gestione Goldman Sachs che cerca di spiegare le potenzialità di questa Asset Class.
AZIONI DEI MERCATI EMERGENTI
03 settembre 2018

Mutamento sociale e demografico: quale futuro?

Ho finalmente “scoperto” il perché gli italiani, noti come popolo di risparmiatori, non sono altrettanto bravi nel guardare al domani (o al dopodomani) e a scadenzare dunque i loro investimenti tenendo conto delle esigenze che avranno quasi certamente in futuro.
Se leggete le riflessioni di Fabrizio  Crespi che allego sono sicuro che scoprirete alcuni dei motivi che spiegano questa miopia.
Buona lettura ai più curiosi.
L’impatto dei mutamenti socio-demografici sulla pianificazione finanziaria dei risparmiatori italiani: alcune considerazioni
23 luglio 2018

Quanto può costare il conflitto d'interessi

I dati che allego si riferiscono a quanto pesano i “prodotti di casa”, sul totale di quelli proposti ai clienti dalle principali banche.
Mi pare che, una volta di più, questo studio dimostri come tutti si riempiano la bocca dicendo di essere dei consulenti che fanno gli interessi dei clienti, ma che alla prova dei fatti il conflitto d’interessi abbia il dominio su ogni  scelta.
Se ha questo aggiungiamo che gli intermediari che hanno raccolto più fiducia in questi ultimi anni sono proprio quelli che stanno nella parte bassa della classifica ci rendiamo conto di come anche questa volta non abbiamo colto l’occasione per accrescere le competenze finanziarie comuni.
Una educazione finanziaria adeguata ci aiuterebbe a fare certamente scelte diverse.
Buona riflessione.
02 luglio 2018
 
Raccolata Reti_06_2018

Certificazione vera o autocertificazione?

Oggi più che mai va di moda proclamare: “il cliente per noi è al primo posto”… magari fosse così!
Il 3 gennaio di quest’anno è entrata in vigore la nuova normativa europea Mifid 2 sulla consulenza ai clienti in materia finanziaria, che punta a garantire un innalzamento del livello di competenza da parte di chi presta consulenza alle persone su una materia tanto delicata: in merito a questo in Italia le autorità competenti (Consob) hanno sostanzialmente “concesso” alla Banche di auto-certificare la competenza dei propri consulenti!! Dove va a finire il conflitto di interessi?
Sono convinto che è il consulente per primo, a doversi chiedere come sta lavorando per i clienti che segue, se è realmente indipendente o se di fatto è sottoposto e inquadrato nelle linee guida della banca mandante, e poi dovrebbe anche decidere se vuole essere il garante degli interessi del cliente o “il braccio” di qualcun altro. Io ho sempre cercato di ragionare con la mia testa e ho scelto come banca mandante per operare, qualcuno che mi permetta di agire liberamente (la libertà è la cosa più preziosa e l’unica garanzia per il cliente di obiettività operativa da parte di chi lo segue); inoltre già dieci anni fa, nel 2008 ho chiesto di sottopormi volontariamente a certificazione e vigilanza annuale di Efpa (Rotterdam), ente indipendente di valutazione delle competenze e della deontologia dei consulenti europei. Sono orgoglioso delle scelte che ho fatto e vi invito a leggere l’articolo in proposito che mi sento di condividere.
Se vuoi approfondire leggi l’articolo apparso su Patrimonia&Consulenza Anno 4 Numero 1: Indipendenza di giudizio
11 giugno 2018